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23 dicembre 2009

Napoleon: recensione parte 5

Pensavate che avessi finito col librone, eh? No, no, sono sempre lì a leggerlo. Se non altro i 500 Euro garantiscono una lunga durata. Ecco quindi due nuovi libri dello Stanley Kubrick's Napoleon della Taschen.

Reference
E' un album che presenta le fonti iconografiche raccolte da Kubrick per iniziare a ragionare sull'aspetto visivo del Napoleon. L'album presenta una selezione dalle pagine di due raccoglitori ad anelli sui 24 presenti nei bauli dell'archivio. Le fotografie erano ordinate più o meno per argomento: si trovano quindi una serie di ritratti di Napoleone, poi scene di vita familiare e mondana dell'epoca, poi dipinti e stampe dalla campagna di Russia e così via.

Come per le note sui costumi, le fotografie alle pagine sono state realizzate fronte/retro, in modo che sfogliando questo album si ha l'impressione di sfogliare i veri raccoglitori ad anelli di Kubrick.

In un paio di occasioni si ritrovano disegni che devono aver ispirato alcune scene di Barry Lyndon, come l'incontro adulterino tra Redmond e la cameriera nel parco e la carrozza del piccolo Bryan trainata dai montoni.
















Production
Il libro, copertina morbida rilegata a caldo, presenta soprattutto le riproduzioni fotografiche delle bozze del piano di produzione scritte da Kubrick a mano e a macchina.

Questo piano di produzione era allegato alla fine del trattamento inviato alla MGM nel 1968 per ottenere il finanziamento: per convincere i capi della major, Kubrick ha spiegato dettagliatamente le sue idee per contenere i costi e al contempo realizzare comunque un film ricco e di valore. "Le quattro principali aree di costo per un film di grandi proporzioni," scrive Kubrick, "sono: 1) gran numero di comparse; 2) gran numero di uniformi militari; 3) gran numero di set costosi da costruire; 4) star cinematografiche ad alto salario." Per ciascuna di queste voci seguono pagine di escamotage per limitarne l'impatto sul budget, dalle riprese in Yugoslavia e Romania dove la manodopera costa un decimo che in Inghilterra alle uniformi stampate su carta resistente per le scene di massa, dal noleggio delle vere location fino l'uso della front-projection.

Per quanto riguarda gli attori, Kubrick scrive una pagina che svela una acutissima percezione del valore degli interpreti di un film, suddivisi in "bravi attori" e "star", due gruppi che non sempre coincidono. Per il suo Napoleon all'epoca Kubrick aveva in mente David Hemmings come prima scelta e Oskar Werner come seconda scelta. Audrey Hepburn era invece l'unica opzione per la protagonista femminile: "non sono in realtà interessato a nessun'altra Josephine," confessa Kubrick: il problema è che l'attrice in questione "dovrebbe essere in grado di recitare l'infelicità con gusto e stile, una cosa che poche attrici sembrano in grado di eseguire senza cadere in un'esagerata auto-commiserazione." Questo commento è stato eliminato, prudentemente, dalla versione definitiva inviata agli ingessati dirigenti della major.

Segue il capitolo su cosa è stato completato fino a quel momento, e uno si trova annientato dalla mole di progressi già raggiunti al solo mese di novembre 1968, poco più di sei mesi dopo il debutto di 2001: Odissea nello Spazio nelle sale. Ricordiamo anche che nel frattempo Kubrick era impegnato anche con la supervisione del doppiaggio nelle lingue straniere. Sono dieci anni che leggo di Kubrick e tuttora resto sorpreso di fronte a quanto efficacemente riuscisse a spremere il tempo.

Viene poi riprodotto integralmente il piano di produzione in versione definitiva (una ripulitura di questi appunti), lo stesso che era trapelato su Internet qualche anno fa.

Si passa poi a 80 pagine che riproducono integralmente la suddivisione in scene del trattamento, con distinzione tra scena di esterni e scena di interni, con in appendice l'elenco dei personaggi. Onestamente, cosa me ne frega? Si prosegue nell'inutilità con il piano di produzione delle scene in Ungheria, che fornisce informazioni sui giorni impiegati nelle varie scene, il costo di ogni risorsa e i servizi aggiuntivi (catering, trasporti, ecc.). Come buttar via mezzo libro.

Proseguendo con i difetti del libro, la scelta della rilegatura a caldo è totalmente infelice per un volume di 250 pagine: basta leggerlo una volta, anche evitando di aprirlo completamente, e sulla costola si creano pieghe. Ben più grave, nella prima parte i fogli delle bozze sono palesemente in ordine errato: si ritrova lo stesso argomento separato in più punti e la prima versione scritta a mano è sparpagliata mezza all'inizio e mezza alla fine. Bravi, di nuovo, bravi.











Le altre recensioni:
  • Impressioni iniziali: spacchettando i libri.
  • Prima parte: i tre libri più piccoli.
  • Seconda parte: sei saggi del libro Text.
  • Terza parte: i dialoghi tra Kubrick e Markham.
  • Quarta parte: corrispondenza, appunti e cronologia.
  • Sesta parte: il trattamento del 1968.
  • Settima parte: lo script del 1969.
  • Ottava parte: ultimi due saggi di Text.
  • Conclusione: recensione finale sull'intero libro.
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