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30 luglio 2018

I 90 anni di Stanley Kubrick

Giovedì scorso, 26 luglio 2018, ricorrevano i 90 anni dalla nascita di Stanley Kubrick. Diversi gli eventi commemorativi, dal debutto in chiaro di S is for Stanley su Rai5 (e ora disponibile su Rai Play) a una serie di piccoli video distribuiti sul canale Twitter ufficiale con testimonianze e ricordi di colleghi registi, familiari e collaboratori.

Il programma Finestra Aperta della Rete 2 della Radiotelevisione svizzera mi ha invitato in diretta per l'occasione. Con Marco Pagani abbiamo chiacchierato del rapporto tra Stanley ed Emilio, delle influenze artistiche nel cinema di Kubrick, di come potremmo identificare la sua cifra stilistica e di chi potrebbe esserne l'erede oggi (spoiler: nessuno). Buon ascolto e grazie della vostra attenzione.

18 luglio 2018

La vera storia del Bruciante Segreto di Kubrick

Stamattina su Il Giornale, edizione cartacea e online, trovate un mio report sulla scoperta di un copione di Bruciante Segreto, l'adattamento della novella di Stefan Zweig a cui Kubrick aveva lavorato nel 1956 con Calder Willingham, fino a domenica scorsa ritenuto perduto.

Il copione è arrivato improvvisamente nelle mani di Nathan Abrams, docente di cinema presso l'Università di Bangor, nel Galles del Nord. Nathan, che conosco personalmente da qualche anno grazie alle conferenze internazionali a cui abbiamo partecipato, è stato così gentile da accettare un'intervista telefonica e spiegarmi alcuni dettagli inediti dell'adattamento di Kubrick.

La notizia è stata data da Nathan al quotidiano inglese The Observer domenica mattina e poi ripresa da dozzine di testate internazionali. Sfortunatamente, nella stampa italiana la notizia è arrivata distorta, con traduzioni raffazzonate e vere cavolate degne del peggior telefono senza fili (in alcuni articoli la sceneggiatura sarebbe stata ritrovata a Bangor; secondo altri è così rifinita che sarà presto un film).

Anche se erano già passati un paio di giorni ho così deciso di scrivere un articolo che presentasse i fatti in modo corretto, intervistando Nathan e James B. Harris, il produttore di Kubrick degli anni '50, che si ricorda molto bene di questo copione e mi ha raccontato perché Kubrick, appena letto il titolo della novella di Zweig, voleva assolutamente farne un film.

Per la terza volta in tre giorni, buona lettura e grazie come sempre della vostra attenzione.

17 luglio 2018

1964-1968: l'odissea di Stanley Kubrick

Nel numero estivo di SegnoCinema appena uscito potete trovare il mio speciale per il cinquantenario di 2001: Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick: il più dettagliato calendario di produzione mai compilato per raccontare l'incredibile storia di come Kubrick sia riuscito a portare sullo schermo la sua epica sui misteri del cosmo.

Intrecciando le informazioni contenute in libri e periodici inglesi e statunitensi con documenti di produzione dell’Archivio Kubrick di Londra ho ottenuto un diario quasi giornaliero degli anni 1964-1968 che rivela quanto complicata sia stata la realizzazione del film e soprattutto quale sia stato il vero ruolo di Stanley Kubrick nell’immaginare, preparare, sviluppare, dirigere e presentare al pubblico il più grande film di fantascienza di tutti i tempi.

Buona lettura.

16 luglio 2018

Kubrick: il perfezionista ossessivo, l'eremita misantropo, il genio folle

E' appena uscito il numero speciale della rivista accademica Essais dell'Università di Bordeaux-Montaigne, interamente dedicato al cinema di Stanley Kubrick. Il volume raccoglie gli interventi presentati alla conferenza "Stanley Kubrick: Nouveaux Horizons" tenutasi a Bordeaux il 16 e 17 maggio dell'anno scorso. Tra questi, il mio saggio "From 'boy genius' to 'barking loon': an analisys of Stanley Kubrick's mythology."

Se si chiedesse alla casalinga di Voghera chi sia stato Stanley Kubrick, la risposta molto probabilmente sarebbe un misto di espressioni quali un genio del cinema, un perfezionista infaticabile, un regista despota per attori e tecnici, un autore criptico, un uomo progressivamente scollegato dal mondo reale, arroccato nella sua casa nella campagna inglese, raramente disponibile a concedere interviste, praticamente un recluso, quando non un misantropo.

Nonostante Kubrick stesso abbia ripetutamente criticato questa sua immagine così particolare, e nonostante gran parte dei suoi collaboratori abbiano parlato di lui in toni diametralmente opposti, la personalità mitologica di Kubrick ha colpito l'immaginario collettivo ed è rimasta indelebile nella mente del pubblico tanto che è ancora oggi largamente creduta.

Eppure, non c'è stato finora nessuno studio sistematico di questa immagine. La mitologia kubrickiana è semplicemente stata data per scontata, come qualcosa che ha seguito Kubrick suo malgrado, e che ha avuto origine chissà dove, chissà quando e chissà perché.

Il mio saggio indaga per la prima volta la mitologia attorno alla figura di Stanley Kubrick, con l'obiettivo di capirne la nascita e lo sviluppo nel corso degli anni, per capire come mai Kubrick sia passato dall'essere un "enfant prodige" negli anni '50 al "pazzo scatenato" degli anni '90.

Potete scaricare il numero speciale di Essais a questo indirizzo. Naturalmente tutti gli altri saggi sono assolutamente di rilievo e meritano ugualmente la vostra attenzione. Buona lettura a tutti.


PS: nel saggio scrivo che Kubrick ha in realtà concesso almeno 350 interviste. Ora, con solo 13 film realizzati ditemi se 350 interviste sono poche o tante. Non voglio più sentir dire che "Kubrick non rilasciava mai interviste" o frasi tipo "in una rara intervista," intesi?

04 maggio 2018

Kubrick e Clarke, genesi sofferta di un capolavoro

In edicola nel numero di oggi di Il Giornale trovate un articolo scritto a quattro mani con Simone Odino sulla relazione – spesso idilliaca, a volte burrascosa – tra Stanley Kubrick e Arthur C. Clarke, autori di 2001: Odissea nello Spazio.

E' il nostro contributo per festeggiare il cinquantesimo anniversario del capolavoro di fantascienza kubrickiano.

Attingendo dal carteggio inedito conservato allo Smithsonian Institution di Washington, io e Simone abbiamo raccontato lo sviluppo della sceneggiatura del film e soprattutto l'estenuante tira e molla tra Kubrick e Clarke per la pubblicazione del romanzo collegato al film, una saga parallela che rivela la personalità dei due artisti. Dalle lettere, fax e cablogrammi transoceanici che qui possiamo leggere per la prima volta, Kubrick emerge come un manipolatore in grado di piegare tutti al proprio volere, per di più dotato di nervi d'acciaio.

L'articolo – una bellissima doppia pagina al centro del quotidiano – è disponibile anche online, sul sito del Giornale. Buona lettura!

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