Blog

22 ottobre 2019

Shining Extended Edition in italiano


Il nostro film horror preferito, Shining, è attualmente ridistribuito nei cinema italiani per due giorni (21 e 22 ottobre), per la prima volta nell'edizione lunga americana.

Caso unico nella filmografia del regista, Shining esiste in due versioni: quella americana di 144 minuti (che Kubrick accorciò di un paio di minuti dopo due giorni dall'uscita nelle sale togliendo un epilogo in ospedale con Wendy, Danny e Ullman) e quella internazionale di 119 minuti, a cui tutti noi italiani siamo abituati. Curiosamente infatti, dopo aver ridotto la lunghezza del film per le uscite in tutto il mondo, Kubrick non eliminò la versione lunga americana e la mantenenne nelle copie home-video distribuite negli Stati Uniti. Entrambe le versioni sono quindi da considerarsi – per usare un termine di moda – director's cuts.

La novità di questa edizione attualmente nelle sale, oltre al fatto che permette a tutti quanti di vedere facilmente la versione lunga senza dover andare ad acquistare un DVD o un Blu-ray americano, sta nel ridoppiaggio delle parti per noi nuove.

Doppiaggio originale del 1980
Doppiaggio italiano: CVD
Sonorizzazione: International Recording
Traduzione: Riccardo Aragno
Dialoghi italiani: Simona Izzo
Direzione del doppiaggio: Mario Maldesi

Doppiaggio del 2019
Edizione italiana e sonorizzazione: Studio EMME Spa
Adattamento dialoghi: Valerio Piccolo
Direzione del doppiaggio: Rodolfo Bianchi

Ruolo Interprete Voce 1980 Voce 2019
Jack Torrance Jack Nicholson Giancarlo Giannini Giancarlo Giannini
Wendy Torrance Shelley Duvall Livia Giampalmo Francesca Fiorentini
Danny Torrance Danny Lloyd Davide Lepore Michele Cardellicchio
Dick Hallorann Scatman Crothers Marcello Tusco Paolo Scalondro
Stuart Ullman Barry Nelson Pietro Biondi Roberto Fidecaro
Delbert Grady Philip Stone Gianni Bonagura  
Lloyd Joe Turkel Roberto Herlitzka Stefano Alessandroni
Dottoressa Anne Jackson   Melina Martello

Mario Maldesi, direttore del doppiaggio di tutti i film di Kubrick da Arancia Meccanica in poi, mi confermò durante una delle nostre conversazioni che la CVD aveva lavorato sulla versione lunga del film, traducendo, adattando e recitando l'intero copione. Esistono quindi voci italiane d'epoca per la versione da 144 minuti. La Warner tuttavia ha preferito ridoppiare le scene aggiunte, piuttosto che fare un lavoro filologico di recupero del doppiaggio originale. Non è dato saperne il motivo: problemi sui nastri originali? Mancanza di impegno, tempo e risorse per cercarlo? Mancanza di voglia? Visto il trattamento riservato ai film di Kubrick dal 1999 in poi è più che lecito dubitare...

Tra l'altro l'unico attore che è stato richiamato dal gruppo originale è Giancarlo Giannini, qui di nuovo alle prese con uno dei suoi doppiaggi più celebri. Né Livia Giampalmo, doppiatrice di Wendy, né Pietro Biondi, voce italiana del direttore Ullman, partecipano a questa operazione. Di nuovo, chissà perché.

Questa versione di Shining è anche un trasferimento digitale in 4K derivato dal restauro sul negativo fatto dalla Warner, con la supervisione di Leon Vitali, ex assistente di Kubrick e responsabile nel 2001 dei remix audio in 5.1 del catalogo Warner. Dopo l'uscita in sala, il film sarà quindi disponibile in edizione home-video in disco 4K e Blu-ray, dal 24 ottobre.

Il restauro, un'operazione analoga a quella compiuta su 2001: Odissea nello Spazio l'anno scorso, è cromaticamente migliore del trasferimento HD dei vecchi Blu-ray, che risultava talmente saturo da essere innaturale e aveva anche un marchiano errore di color grading che rendeva la palla da tennis lanciata dall'Overlook Hotel a Danny di colore rosa. Tuttavia anche questo restauro non è esente da critiche: tutto il film risulta un po' troppo caldo e saturo, e si insinua il sospetto che si sia ceduto alla comune pratica di esaltare il viraggio "teal and orange" (verde acqua e arancione) ormai piaga dei film contemporanei. La differenza principale con i vecchi trasferimenti risiede comunque nelle scene esterne della parte finale, che perdono la caratteristica dominante blu: la neve adesso è bianca, tanto che le siepi di conseguenza sono visibilmente verdi. Non sono colori sbagliati come il rosa della palla da tennis, e tuttavia modificano l'impatto cromatico e quindi emotivo della scena, che risulta essere meno glaciale, più realistica (e sappiamo quello che diceva Kubrick del realismo al cinema).

Ovviamente non ci sono neanche questa volta gli inserti in italiano nei cartelli temporali ("Lunedì", "Ore 4", ecc), nei fogli battuti a macchina ("Il mattino ha l'oro in bocca") e nella foto finale ("Ballo del 4 luglio"), che sono sostituti da sottotitoli a schermo; curiosamente, l'unico sottotitolo presente all'epoca ("MORTE" per "REDRUM") è sparito.

Per quanto riguarda il ridoppiaggio, Giancarlo Giannini ha fatto un lavoro tutto sommato dignitoso: naturalmente si sente che la sua voce è invecchiata, ma quel che spiace maggiormente è sentire che l'attore sembra aver perso quella precisione e potenza che avevano reso il suo Jack Torrance memorabile. Si difendono relativamente bene anche Francesca Fiorentini al posto di Livia Giampalmo per Wendy e Roberto Fidecaro al posto di Pietro Biondi per l'untuoso Ullman. A Dick Halloran va meno bene, perché Paolo Scalondro ha timbro di voce troppo lontano dal Marcello Tusco originale, che eccelleva anche in calore e confidenza. Malissimo va invece al piccolo Danny: Michele Cardellicchio recita in modo piatto e artefatto, e nemmeno prova a fare la voce gracchiante di Tony, vanificando completamente il senso delle scene aggiuntive con Danny, mandato in trance da Tony per proteggerlo dall'orrore scatenato dall'Overlook.

Stefano Alessandroni recita una, forse due battute aggiuntive di Lloyd, quindi è difficile valutare il suo contributo. Melina Martello doppia la dottoressa che visita Danny all'inizio del film: non abbiamo modo di confrontarla con l'attrice che aveva doppiato il ruolo nel 1980, ma possiamo dire che fa un lavoro corretto.

Scelta bizzarra: hanno fatto doppiare a Giannini il finale con le urla scomposte di Jack moribondo nel labirinto, che nel 1980 erano state lasciate in originale; sono bruttissime.

L'adattamento dei dialoghi fatto da Valerio Piccolo invece mi è parso ottimo. Non è una traduzione letterale e quindi innaturale dei dialoghi, come sempre più spesso succede, ma una vera versione italiana che tiene perfino conto di come certe cose erano state tradotte all'epoca ("macchina dei pompieri" ad esempio) e mantiene un sapore anni '80 facendo uso di qualche parola o espressione ormai desueta. Non è dato sapere se sia merito di Piccolo o di Riccardo Aragno che aveva tradotto il copione quarant'anni fa.

In definitiva, si può archiviare questa versione come curiosità ed ennesima riprova del pessimo trattamento che la Warner ormai riserva ai film del nostro. Edizione dopo edizione, errore dopo errore, mancanza dopo mancanza, è difficile darsi una spiegazione delle continue delusioni che ci vengono propinate dal 2000, anche al netto del proverbiale perfezionismo kubrickiano. Voglio dire, prescindendo da quanto Kubrick si è sbattuto per i suoi film, ma un pochino più di cura e amore per il lavoro si potrebbe avere? No, a quanto pare no.

10 ottobre 2019

Rassegna stampa per "2001 tra Kubrick e Clarke"

Il libro 2001 tra Kubrick e Clarke: Genesi, realizzazione e paternità di un capolavoro è uscito da tre settimane e negli ultimi giorni sono stati pubblicati alcuni articoli e interviste interessanti che ho il piacere di segnalarvi.

Il giorno dell'uscita, 16 settembre, sono stato ospite della trasmissione di attualità culturale Diderot della Radio Televisione Svizzera per parlare in diretta con Massimo Zenari sulla paternità condivisa del film, l'arzigogolato sviluppo della sceneggiatura e alcune scoperte sorprendenti che io e Simone Odino abbiamo compiuto consultando le carte degli archivi Kubrick e Clarke. Potete ascoltare il podcast qui sotto, che è anche disponibile sul sito di Diderot.



Le riviste online CameraLook e VeroCinema ci hanno dato modo di raccontare la realizzazione del libro con una sorta di dietro le quinte della ricerca kubrickiana. L'intervista di Giacomo Aricò è disponibile su CameraLook, mentre quella di Simone Tarditi è su VeroCinema.

Simone Tarditi ha anche scritto una lusinghiera recensione che afferma che 2001 tra Kubrick e Clarke è "frutto di un'autentica passione per la materia ... narrato con una precisione assoluta" e con "modalità proprie dell'epopea," tanto che "diventerà uno dei testi di riferimento per ogni futuro studio su Kubrick." Su VeroCinema la recensione completa.

Riccardo Bellini di Birdmen ha scritto che il libro è "Lontano anni luce tanto dalla pedanteria di un approccio accademico quanto dai toni di un'agiografia settaria ... Per chi pensa di conoscere la storia di 2001, come per chi non la conosce affatto; per i neofiti del cinema kubrickiano, come per gli spettatori e gli studiosi più preparati, 2001 tra Kubrick e Clarke è una lettura che arricchisce e appassiona [e] stupisce nel saper coniugare leggerezza e densità." La recensione integrale è sul sito della rivista.

L'ultima recensione in ordine di arrivo è a firma di Daniela Catelli per Coming Soon, che definisce 2001 tra Kubrick e Clarke "un saggio prezioso ... scorrevole e appassionante come un bel romanzo ... Poche altre volte un libro italiano sul cinema ha saputo essere così illuminante sull'opera di un autore unico come Stanley Kubrick, alla cui comprensione questo piccolo e fittissimo volume aggiunge un contributo determinante." Sul portale trovate l'articolo intero.

2001 tra Kubrick e Clarke è stato menzionato anche sui media cartacei: era il consiglio Cinelibri del numero di Film Tv della settimana scorsa ed è stato segnalato da Michele Ceparano della Gazzetta di Parma, da Riccardo Bruni de La Nazione e da Sara Landi de Il Tirreno, quest'ultima anche con un'intervista.





Chiudo questo scampolo di rassegna stampa con una telefonata di Tatti Sanguineti che mi ha fatto molto piacere ricevere. Tatti ha definito il libro "un'impresa titanica" e ha detto di essere "rimasto sopraffatto dalla straordinaria bellezza di questo libro." Tra gli aggettivi che ha usato ricordo "avvincente, illuminante, divertente." Ma il complimento più grande è stato quando ha detto: "L'ho iniziato il pomeriggio e l'ho messo giù solo quando era finito, che ormai era notte fonda."

Auguro a tutti voi una lettura ugualmente appassionante. Grazie per l'attenzione!

29 settembre 2019

Vent'anni di ArchivioKubrick

C'è voluta la mia amica Sara Landi, giornalista del Tirreno, per farmi realizzare che quest'anno, anzi questo mese, cadono i venti anni di vita di ArchivioKubrick, nato nel settembre del 1999 (anche se la forma portale con nome di dominio è del maggio 2001). Sara mi stava intervistando in connessione con l'uscita di 2001 tra Kubrick e Clarke: Genesi, realizzazione e paternità di un capolavoro, il mio nuovo libro scritto con Simone Odino di 2001italia.it. Troppo preso dalla promozione, non avevo minimamente realizzato l'anniversario. E invece, quale miglior evento di un libro appena uscito per festeggiare il ventennale di AK?

Il secondo decennio del sito è stato indubbiamente più emozionante del primo.


L'uscita nel 2012 di Stanley Kubrick e me: Trent'anni accanto a lui, il libro di memorie di Emilio D'Alessandro, è stata ovviamente l'evento principe. Il libro è diventato non solo un best seller nella pubblicistica italiana su Stanley Kubrick, ma anche un long seller (categoria che mi è molto più gradita), tuttora in catalogo e con una media di vendite annuali di tutto rispetto. Tradotto in inglese nel 2016 e recensito in modo lusinghiero dal New York Times, Stanley Kubrick e Me è poi approdato anche in Cina e Russia, due paesi dove il mercato su Kubrick è praticamente vergine.


Il libro è anche diventato un film diretto da Alex Infascelli, S is for Stanley, che ha vinto nel 2016 il David di Donatello come Miglior Documentario di Lungometraggio.

Negli anni successivi all'uscita di Stanley Kubrick e me ho allargato il campo delle mie indagini su Kubrick e ho pubblicato una serie di articoli. Nel 2015 ho risolto "il giallo Kubrick" attribuendo la paternità al misterioso copione in possesso della Biblioteca Luigi Chiarini del Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma. Sulla qualità (invero scarsina) della sceneggiatura Il Tenente Tedesco di Kubrick avevo scritto un primo articolo per SegnoCinema nel marzo 2014, in occasione del quindicinale della scomparsa di Kubrick.

Sempre del 2015 è il mio articolo "La Guerra Inedita di Stanley Kubrick," pubblicato su Il Giornale, in cui raccontavo l'interesse di Kubrick per la Guerra Civile Americana e i suoi plurimi tentativi di farne un film.

Queste pubblicazioni hanno rappresentato l'avvio del mio studio sui progetti incompiuti o irrealizzati da Kubrick, che ho presentato per la prima volta in una conferenza del 2016 all'Università di Leicester, in Inghilterra. Gli atti della conferenza sono stati pubblicati su di un numero speciale della rivista Cinergie nel 2017, su cui potete trovare il mio saggio "Waiting for a Miracle," che per la prima volta annovera i 55 progetti su cui Kubrick ha lavorato durante la sua carriera – il primo e più completo studio sull'argomento realizzato anche grazie a lunghe interviste telefoniche con l'ex socio James B. Harris, una conversazione a casa di Jan Harlan e una bella chiacchierata con Anthony Frewin a bordo della sua Mercedes che sfrecciava per la campagna inglese.


Un approfondimento sul progetto I Due Volti della Vendetta, film poi diretto da Marlon Brando, è uscito nel 2017 come contenuto speciale dell'edizione restaurata del film, edita dalla Arrow Films, il corrispettivo inglese della Criterion. Sono sempre contento quando ci ripenso.

Nello stesso anno sono tornato a scrivere sulla storia di Emilio D'Alessandro, con un pezzo per la rivista gattofila inglese Puss Puss magazine incentrato sul rapporto di Kubrick con gli animali e con un'analisi dei vari libri di memorie dei collaboratori di Kubrick, messi al confronto con la mia esperienza di scrittore dell'ennesimo memoir kubrickiano: "Writing and Rewriting Kubrick," uscito sulla rivista accademica Screening the Past.

Nel 2017 ho partecipato alla mia seconda conferenza internazionale, all'Università di Bordeaux-Montaigne in Francia, dove ho presentato uno studio sulla mitologia kubrickiana, "From Boy Genius to Barking Loon," disponibile nel numero speciale della rivista Essais, che poi ho espanso per un lavoro su commissione del Deutsches Filmmuseum di Francoforte, intitolato "Dr Mabuse No.2," che potete trovare in video nel canale del museo.


Nel 2018, dopo aver scritto in esclusiva per l'Italia un articolo sul ritrovamento del copione perduto di Burning Secret, adattamento della novella di Stefan Zweig rinvenuto tra le carte del compsitore Gerald Fried, mi sono preso una (relativa) vacanza da Kubrick e ho partecipato al "Clockwork Symposium" a Londra, dove ho presentato uno studio sull'ambivalente relazione tra Anthony Burgess e il suo controverso romanzo: "Dangerous Arts" era il titolo del mio intervento, che ricostruiva anche il destino del romanzo e del film, travolti dalle polemiche sull'incitamento alla violenza in Inghilterra. Una versione ridotta di questo studio è uscita sulle pagine del Giornale con il titolo "Nonostante tutto diciamo Alex libero."


Il 2018 è stato anche l'anno del cinquantenario di 2001: Odissea nello Spazio. Per l'occasione ho scritto il più completo calendario di produzione del film, pubblicato per la prima volta nel libro a cura di James Fenwick Understanding Kubrick's 2001. Representation and Interpretation e ripubblicato in italiano nelle pagine di SegnoCinema con il titolo "1964-1968: L'Odissea di Kubrick." Insieme a Simone Odino, ho pubblicato un articolo per Il Giornale sulla relazione tra Kubrick e Clarke, basato sulla corrispondenza tra i due artisti custodita al Kubrick Archive e allo Smithsonian Institution: "Kubrick e Clarke, storia inedita del film tra genio e ripicche."

Questi due studi, in versioni largamente estese, abbinati a un capitolo di Simone sul periodo post-Stranamore in cui Kubrick si trovò di fronte al problema di trovare un film che gli permettesse di battere l'atomica, costituiscono l'ossatura del nuovo libro 2001 tra Kubrick e Clarke, che chiude direi più che degnamente il ventesimo anniversario di ArchivioKubrick.


Guardiamo al futuro. La scorsa estate sono stato uno dei relatori al workshop "Stanley Kubrick: Life and Legacy" tenutosi a Leida, in Olanda, che raccoglieva il gotha degli studiosi kubrickiani mondiali ed è stata un'occasione formidabile per scambiarsi i risultati dei propri studi e individuare le direzioni di ricerca per i prossimi anni. Io sono stato chiamato per fare il punto della situazione sui progetti incompiuti e, a partire dalle discussioni che hanno seguito il mio intervento, ho appena concluso un capitolo per un imminente Kubrick Companion per Bloomsbury, scritto a quattro mani con Peter Krämer – il mio kubrickista preferito, cosa che mi riempie di orgoglio.

In tanti mi chiedete cosa bolle in pentola. Non sono mai a mio agio a svelare i progetti a cui sto lavorando, ma una rapida lista delle persone che ho intervistato negli ultimi anni potrebbe fornirvi qualche indizio: Mike Kaplan, inventore della campagna "The Ultimate Trip" di 2001 e artefice del marketing rivoluzionario di Arancia Meccanica, Gerald Fried, compositore dei primi film di Kubrick con cui ho discusso a lungo la giovinezza a New York del nostro, Diane Johnson, che mi ha illuminato sulla scrittura di Shining e lo scettiscismo di Kubrick per la psicanalisi, e infine Ian Watson, che mi ha affidato lo studio delle sue bozze di A.I. Artificial Intelligence – 233.820 parole, roba da far impallidire un Dostoevskij qualunque. Qui sotto tutto il materiale – stampe, bloc notes, fax, libri – impilato e fotografato alla fine della settimana di lavoro a casa di Ian, monumento alla resistenza del ricercatore.


Un sentito grazie per il vostro continuo interesse e ci risentiamo tra dieci anni con un nuovo punto della situazione. Nel frattempo, continuate a seguirmi su queste pagine e sui miei profili Facebook (personale e AK), Twitter e Instagram.

16 settembre 2019

2001 tra Kubrick e Clarke: Genesi, realizzazione e paternità di un capolavoro

Carissimi,
da oggi il libro 2001 tra Kubrick e Clarke: Genesi, realizzazione e paternità di un capolavoro" è disponibile in edizione cartacea presso tutti gli store online e su ordinazione le librerie fisiche.

Grazie alle ricerche che io e Simone Odino abbiamo condotto presso il Kubrick Archive di Londra e la Clarke Collection in Virginia, 2001 tra Kubrick e Clarke racconta per la prima volta in modo completo l'odissea tecnica e artistica di Stanley Kubrick e di Arthur C. Clarke per immaginare e creare 2001: Odissea nello Spazio.

Le bozze del trattamento di Clarke con le dozzine di idee scartate per arrivare alla trama finale e i documenti di produzione con il design delle astronavi e gli studi per i pionieristici effetti speciali ci hanno rivelato particolari fino a oggi sconosciuti sulla scrittura e la realizzazione del film.

Il carteggio della Clarke Collection, con le sue lettere autografe, i fax e gli sbiaditi cablogrammi transoceanici, ci ha anche rivelato l’estenuante tira e molla tra Kubrick e Clarke per la pubblicazione del romanzo collegato al film, una saga parallela dalla quale Kubrick emerge come un condottiero dai nervi d’acciaio in grado di piegare tutti al proprio volere.

2001 tra Kubrick e Clarke offre così il racconto definitivo della realizzazione del film e contemporaneamente dipinge un vivido ritratto delle personalità di Kubrick e Clarke, documentando la relazione – spesso idilliaca, a volte burrascosa – tra il più scientifico scrittore di fantascienza e il più intransigente regista cinematografico.

Potete acquistare 2001 tra Kubrick e Clarke in edizione digitale a 4,99€ presso tutti gli store online e in edizione cartacea a 14,99€ sia online che dal vostro libraio di fiducia.


La copertina di Roberto Baldassari e Gianni Denaro è ancor più bella stampata su carta. E sono oltremodo felice di riportare un commento di Ruggero Eugeni, autore del mio libro di critica preferito, Invito al Cinema di Kubrick, che ha letto 2001 tra Kubrick e Clarke in anteprima:
Non lasciatevi illudere. Questo libro si legge come un romanzo, ma nasconde ore e ore di serio lavoro di archivio. Racconta una storia che forse pensate di conoscere – la genesi di 2001: Odissea nello spazio – ma lo fa come non era mai stato fatto prima, attingendo a decine di documenti inediti e rivelatori. Non lasciatevi illudere: questo libro racconta una storia che non conoscete, e lo fa in modo straordinariamente affascinante. Ulivieri e Odino si tuffano con coraggio nel mare magnum di lettere, documenti e sceneggiature che Kubrick e Clarke si sono scambiati e riemergono con un saggio fondamentale, appassionante e innovativo.
Non potevamo chiedere di meglio.

Buona lettura e grazie come sempre della vostra attenzione.

08 maggio 2019

Un'ora con Stanley Kubrick

Ieri sera sono stato ospite di Radio Meglio di Niente per chiacchierare con Barbara Tampieri di Stanley Kubrick.

In un'ora abbondante, abbiamo raccontato come sono nati i miei libri, Stanley Kubrick e me e il nuovo arrivato 2001 tra Kubrick e Clarke, ci siamo interrogati su Eyes Wide Shut (cosa è successo al film dopo la morte di Kubrick?) e abbiamo discusso i 55 progetti che il regista ha lasciato incompiuti (ma davvero Kubrick avrebbe regalato A.I. a Spielberg?). Il video della diretta è stato registrato ed è disponibile su YouTube.



Grazie a Barbara per l'ospitalità e a voi per il consueto entusiasmo e interesse verso il mio lavoro.

05 aprile 2019

Il ritiro di Arancia Meccanica dalle sale cinematografiche inglesi

Oggi 5 aprile 2019 Arancia Meccanica torna nei cinema inglesi come parte di una retrospettiva del British Film Institute per commemorare i 20 anni dalla morte di Stanley Kubrick.

Ben diverso il programma della retrospettiva di 40 anni fa: il BFI scoprì improvvisamente che il film era "assolutamente non disponibile alla distribuzione nel paese."

Era la prima volta che il ritiro del film veniva reso pubblico, anche se la Warner Bros. non rivelò mai il motivo. Dopo la morte di Kubrick, sua moglie Christiane ha rivelato che il regista, consultandosi con la polizia inglese, aveva deciso di ritirare il film a seguito delle minacce di morte che aveva ricevuto. Una volta finita la programmazione, a metà del 1974 Arancia Meccanica sparì dalle sale cinematografiche britanniche e vi tornò solo nel 2001.

Il film non fu distribuito in tutto il Regno Unito neppure in home-video. Era diventata pratica comune tra i giovani acquistare nei mercatini di Londra delle videocassette di contrabbando importate dall'Olanda.


Brochure originale del National Film Theater dell'ottobre 1979 fornita cortesemente da Martin Pope.

07 marzo 2019

2001 tra Kubrick e Clarke

Cari,
è con grandissimo piacere che vi comunico che da oggi è disponibile in edizione digitale, in anteprima per commemorare Stanley Kubrick nel giorno del 20° anniversario della sua scomparsa, il mio nuovo libro, scritto con Simone Odino:2001 tra Kubrick e Clarke: Genesi, realizzazione e paternità di un capolavoro.


La storia della realizzazione di 2001: Odissea nello Spazio è tanto epica quanto gli eventi narrati dal film – e finora altrettanto misteriosa.

Nel 1964, concluso Il Dottor Stranamore, Stanley Kubrick era incerto su come bissare il successo appena ottenuto e stava considerando i temi più caldi del momento; solo quando incontrò Arthur C. Clarke si decise per un film di fantascienza. Occorsero tuttavia più di quattro anni perché 2001 arrivasse sugli schermi: un titanico sforzo produttivo e creativo, costellato di ripensamenti, esperimenti, colpi di genio, debiti, litigi, minacce, esaurimenti nervosi e prove di forza.

Attingendo a fonti inedite, tra cui i documenti di produzione del film e il carteggio tra lo scrittore e il regista, 2001 tra Kubrick e Clarke racconta per la prima volta in modo completo l’odissea tecnica e artistica dei due autori, getta luce sulla loro relazione altalenante e rivela particolari finora sconosciuti sulla nascita e la realizzazione del “proverbiale buon film di fantascienza,” il primo e il più grande film sullo spazio, l’origine della specie umana e il suo destino tra le stelle.

2001 tra Kubrick e Clarke è disponibile in anteprima su tutte le piattaforme digitali: lo trovate per Amazon Kindle a questo indirizzo, per iPad e altri device Apple su iBooks Store, per i tablet ed e-read Android su Google Play Store e infine in formato ePub per tutti gli altri lettori sul vostro store preferito (Ibs.it, laFeltrinelli, Mondadori, Bookrepublic, Kobo e così via). Arriverà a breve in edizione cartacea e sarà possibile ordinarlo anche in tutte le librerie.


Simone Odino, che sicuramente conoscete, è l'autore del sito 2001italia. Le illustrazioni in copertina, semplicemente deliziose, sono di Roberto Baldassari; il progetto grafico è di Gianni Denaro.

2001 tra Kubrick e Clarke presenta tre saggi in un'inedita traduzione in italiano e in versioni largamente estese rispetto alla prima pubblicazione:

1. «Mio Dio, sarà dura superare l'atomica» – Kubrick alla ricerca di una nuova ossessione tra Il Dottor Stranamore e 2001 di Simone Odino
In che modo Stanley Kubrick giunse alla decisione di realizzare un film di fantascienza, scartando altre opzioni? Per quale ragione l’idea di utilizzare il racconto La Sentinella di Arthur C. Clarke come punto di partenza prevalse su altre – invero stravaganti – idee? Il periodo intercorso tra Il Dottor Stranamore e l’inizio della produzione di 2001: Odissea nello Spazio fornisce indicazioni preziose sugli interessi e le preoccupazioni di Kubrick oltre che sul suo atteggiamento verso il genere fantascientifico, offrendo una chiave di lettura socio-politica delle motivazioni dietro alla realizzazione del film.

2. La corsa allo spazio di Stanley Kubrick – Il calendario di produzione di 2001: Odissea nello Spazio di Filippo Ulivieri
2001: Odissea nello Spazio ha avuto notoriamente una realizzazione macchinosa: centinaia di maestranze all’opera in nove teatri di posa, effetti fotografici pionieristici, un piano di produzione e un budget quasi raddoppiati rispetto a quanto preventivato. Il film si preannunciò da subito come una scommessa estremamente audace per complessità tecnica e aspirazioni filosofiche. Tuttavia, questa impresa titanica non è mai stata documentata appropriatamente. Per la prima volta, le informazioni disseminate tra riviste d’epoca, libri di memorie, monografie e fonti d’archivio vengono qui di seguito combinate per costruire il più completo racconto della lavorazione di 2001: Odissea nello Spazio – i quattro febbrili anni che lanciarono Stanley Kubrick nell’empireo dei cineasti più importanti della terra.

3. Una meravigliosa esperienza striata di agonia – La relazione tra Arthur C. Clarke e Stanley Kubrick di Filippo Ulivieri, Simone Odino
Niente e-mail o SMS, niente chat o messaggi vocali: quando Arthur C. Clarke e Stanley Kubrick crearono il loro capolavoro, per comunicare a distanza usavano ancora la cara vecchia carta – che non sarà veloce, ma si conserva bene. Così, visitando l’Air & Space Museum dello Smithsonian dove è custodita la “Arthur C. Clarke Collection of Sri Lanka,” ci si può immergere nel carteggio tra i due artisti ed esplorare per la prima volta la relazione – spesso idilliaca, a volte burrascosa – tra il più scientifico scrittore di fantascienza e il più intransigente regista cinematografico.

Buona lettura e grazie dell'attenzione!

29 gennaio 2019

Coming soon...


Presto in arrivo, una collaborazione ArchivioKubrick (il vostro affezionatissimo) e 2001italia.it (Simone Odino).
© 2001-2011 ArchivioKubrick