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27 agosto 2009

Tinto, dici sul serio?

In un'intervista per L'Espresso, il regista Tinto Brass, sempre in cerca di legittimazione artistica e intellettuale per il suo cinema erotico e finalmente accontentato con una retrospettiva al prossimo Festival del Cinema di Venezia, torna a parlare di Kubrick e delle misteriose coincidenze che legano le due carriere registiche.
[Il mio film Nerosubianco] aveva avuto un certo successo. Ero anche stato invitato a Hollywood dalla Paramount. Volevano fare un film con me. Mi avevano proposto un libro da leggere. Io però avevo in mente di fare L'urlo. [...] Letto il libro, gli ho detto grazie è bellissimo, ma prima voglio fare il mio film. E così è stato. Vuol sapere il titolo del libro? A Clockwork Orange. Il film poi se l'è fatto Stanley Kubrick.
Ah, cosa sarebbe stato Kubrick senza il rifiuto di Tinto. Ma sicuramente in Arancia Meccanica avremmo visto più culi.

Non so perché, ma mi viene sempre il sospetto di mitomania.

Ricordiamo anche la precedente epifania di Kubrick nella colorita carriera del Tinto nazionale. Nel 2002, all'uscita di Senso '45, versione del romanzo di Camillo Boito dopo quella viscontiana (la decenza m'impedisce di far paragoni), la commissione censura dette al film con Gabriel Garko e Anna Galiena un visto VM18, facendo infuriare il regista veneziano.
"Sono mortificato e offeso, nella storia il sesso c'è, ma in funzione della deriva passionale dei protagonisti: temi adatti anche a un pubblico di quattordicenni. Poi una delle scene nel mirino, quella dell'orgia, dura 'solo' 20 minuti, contro la mezz'ora di Eyes Wide Shut di Kubrick: eppure a lui gli hanno dato il divieto di 14 anni... [...] Nella sua sequenza dell'orgia la sessualità è concepita in termini funerari; nella mia, invece, è vista in maniera beffarda. E in Italia si accetta solo l'erotismo in versione quaresimale, punitiva."
Magari Tinto ha anche ragione sull'idiozia della censura (siamo sempre pronti qui a dare addosso a ogni censore, membro di associazioni dei genitori o chiunque tenti di imporre la propria limitata visione sull'arte), ma certo un'orgia di mezz'ora in Eyes Wide Shut l'ha vista solo lui.

Ci piace chiudere con questa dichiarazione di intenti brassiana, formulata sempre nel 2002, che fa impallidire qualsiasi fraseggio di Kubrick: "Quando ho a che fare con delle attrici principianti dico loro 'voglio vedere il culo perché è lo specchio dell'anima'." Ass Wide Shut.


Tinto Brass: "Grazie Papi", Alberto Dentice, L'Espresso 27.08.2009
"La mia orgia censurata, quella di Kubrick no", Claudia Morgoglione, La Repubblica 08.04.2002

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Cioè tu praticamente vuoi difendere il tuo eroe e nessuno può prlarne male? Spolveri una intervista a brass del 2001 (che tra l'altro era bellissima e la ricordo perfettametne?)? Ahahahah! ma come cazzo stai messo? ripigliati!

nessuno2001 ha detto...

Veramente il tono del post era ironico e, con tutto l'affetto e la simpatia (sinceri) che posso avere nei confronti di Brass, mi faceva ridere il suo richiamo a Kubrick come pietra di paragone per i propri lavori.

Per il resto, certo che si può parlar male di Kubrick, a me non interessa minimamente difendere la qualità del suo cinema, anzi tendenzialmente detesto sia i vari team-(nome-di-regista) che vanno tanto di moda oggi sia il concetto di critica cinematografica in sé. Figuriamoci poi i paragoni tra registi.

Il resto degli articoli del blog credo sia anche testimone di un certo stile leggero e discorsivo di queste pagine, per cui tutto mi par d'essere fuorché uno che vede Kubrick come un eroe e ancor meno uno da difendere.

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