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18 giugno 2009

Napoleon in arrivo a settembre

Aggiornato il sito della Taschen con le prime immagini del libro sul Napoleon. Come preannunciato, si tratta di un enorme volume rilegato, al cui interno si nascondono dieci piccoli libri, ciascuno dedicato a un singolo aspetto della pre-produzione del film.

Devo dire che la mia prima impressione non è delle migliori, per usare un eufemismo: rilegatura greve, bollo blu su cuoio marrone e oro (accostamenti inguardabili), scritta incomprensibile (Sta - Nley - Kubrick, con effetto specchio, perché?), bollo e disegno del nastro francamente brutti, custodia grigio topo. Il trionfo del pacchiano, con in più un pugno nell'occhio. E apriamolo.


L'espediente del libro cassaforte fa un po' spy-story old style, e già vedo quelle sottili pagine intagliate incastrarsi l'una dentro l'altra. Ma comunque. Tiriamo fuori i librini custoditi all'interno. Identico bollo con nastro in tutte le copertine: moltiplicazione del brutto.

Sulla pagina della Taschen si trovano una decina di fotografie dei mini-volumi aperti: ne prendo un paio da riportar qui.


Niente, via. Più guardo le foto e meno vedo una reale necessità per aver diviso i materiali di ricerca in questo modo: un libro ben rilegato e impaginato avrebbe raggiunto lo stesso scopo. Direi che la Taschen abbia tentato, ancor più radicalmente di quanto già fece con The Stanley Kubrick Archives, di trasformare un libro in un gadget, espediente che quando viene bene suscita meraviglia ma che si scontra inevitabilmente con la leggibilità e la maneggevolezza. Questa volta non è neanche venuto bene. Buzzurri.

Uno dei libri è la riproduzione fedele della sceneggiatura scritta da Kubrick, e c'è da chiedersi quale versione abbiano scelto, se quella trapelata su internet anni fa o un'altra stesura. Tra le belle sorprese, invece, l'accesso a un database online, consultabile e scaricabile, con le quasi 17.000 fonti iconografiche su Napoleone raccolte da Kubrick nel suo archivio.

Il libro è in edizione limitata e numerata (mille copie), disponibile da settembre 2009. Il costo indicato sul sito è di 700 dollari, di molto superiore alle già notevoli 300 sterline preannunciate da Amazon lo scorso febbraio. Di questo passo da noi costerà 900 euro. Si accettano scommesse.

15 maggio 2009

Metti un Google nel motore

Qualcuno si sarà accorto che il sito si è destato dal letargo biennale in cui era caduto. Non sarei poi troppo ottimista, ma intanto vi segnalo le novità che il tempo mi ha concesso di produrre.

La home page è stata ridisegnata eliminando la pletora di link che presentava prima; al suo posto ho inserito sei pulsantoni a prova di scimmia che dovrebbero facilitare l'ingresso nei contenuti del sito. Per darvi un'idea dell'errore concettuale della precedente home, è molto probabile che verrà recuperata come mappa del sito.

Della biografia di Kubrick vi ho già scritto qui, quindi passo subito all'altra pagina nuova, la guida alle risorse, che risponde alle decine di richieste di aiuto che mi arrivano via email per districarsi tra la (effettivamente notevole) mole di scritti sul cinema di Kubrick. Ho scelto i libri che si possono prendere a colpo sicuro dagli scaffali delle librerie e li ho divisi in categorie, così che ciascuno possa individuare subito quel che fa al caso suo. Naturalmente il giudizio è soggettivo (leggi: mio), ma si basa comunque sulla lettura di oggettivamente tutti i libri elencati tra le Risorse.

Mi preme sottolineare che la scelta non significa che i libri non presenti siano brutti o inutili o che ad acquistarli e leggerli si buttino via soldi e tempo: ogni libro, tranne rare eccezioni, merita di essere letto. Tuttavia di fronte alla domanda "quale prendo?" credo sia preferibile rispondere scegliendo uno dei libri presenti nella guida e lasciando gli altri sugli scaffali, pronti per la prossima volta.

Infine, ho inserito il motore di ricerca per trovare facilmente le pagine sugli argomenti che ci interessano o ripescare al volo qualcosa che si era letto ma non sappiamo rintracciare (lo uso anche io così). Grazie a Google Ricerca Personalizzata.

Spero che le novità vi siano utili. Arrivederci tra due anni.

11 maggio 2009

Eyes Wide Shut peggior film di grande regista

Per controbilanciare il "premio" dato ad Eyes Wide Shut un paio di mesi fa dalla rivista Total Film come film più sottovalutato della storia, il programma radiofonico All Things Considered della NPR ha eletto l'ultimo film di Kubrick come vincitore in uno scontro all'ultimo sangue tra trentadue schifezze cinematografiche dirette da grandi registi.

Dopo aver superato tra gli altri La Minaccia Fantasma di George Lucas e Jack di Francis Ford Coppola, Eyes Wide Shut si è battuto contro Alexander di Oliver Stone che nell'altro girone aveva agilmente sconfitto Dune di David Lynch e The Ladykillers dei fratelli Cohen.

La motivazione del premio recita: "Oliver Stone vi dirà che il suo film avrebbe dovuto essere un capolavoro e i devoti appassionati di Kubrick insistono che il suo ultimo film è davvero unico. Per essere davvero il peggiore, piuttosto che semplicemente un brutto film, un'opera deve possedere almeno un'impronta di grandezza. Neppure le più allucinanti sequenze in Persia o in India girate da Stone possono competere con la ridicola solennità di quell'orgia in maschera a Long Island."

Povero povero Eyes Wide Shut, vittima dell'era moderna.

10 maggio 2009

Stephen King ex alcolista

Una biografia su Stephen King in uscita questo mese in Gran Bretagna rivela i lati oscuri della vita del celebre scrittore horror, in particolare le sue continue dipendenze da alcol e cocaina.

L'articolo promozionale della biografia dipinge un quadro sinistro, all'altezza dei migliori romanzi dello scrittore, ma per quel che qui ci compete offre anche una prospettiva autobiografica su alcuni temi che King ha espresso in Shining.

Esasperato dai lavori saltuari che era costretto a cercare per arginare la mancanza di denaro e frustrato dai continui rifiuti delle case editrici ai suoi racconti, King avrebbe confessato di aver provato l'impulso di sfogare la rabbia contro i propri figli: "Volevo afferrarli e colpirli. Anche se non l'ho fatto, mi sentivo colpevole per i miei istinti brutali. Non ero preparato ad essere padre."


Finora sapevamo che l'ambientazione del romanzo era stata ispirata da una vacanza che King aveva fatto con sua moglie in un desolato albergo sulle montagne. Ora sappiamo anche cosa gli frullava per la testa.

02 maggio 2009

Documentario su Veit Harlan

In Germania è stato prodotto Veit Harlan: Im Schatten von Jud Suess, un documentario su Veit Harlan, uno dei più influenti registi del periodo Nazista. Nel 1940 Harlan diresse Suss L'Ebreo, un film che Goebbels salutò dichiarando entusiasta: "Non potevamo augurarci un film antisemita migliore." Talmente potente, il film è tuttora bandito in Germania e le sue proiezioni sono soggette a severe restrizioni. Il regista del documentario ritiene che ancora oggi il film possa avere un notevole fascino sulle fazioni neonaziste: "Il suo potenziale negativo probabilmente supererebbe i benefici che si potrebbero ottenere dal mostrarlo."

Veit Harlan, morto nel 1964, era lo zio paterno di Christiane e Jan Harlan. Il regista del documentario li ha intervistati entrambi, assieme a gran parte dei membri della famiglia ancora in vita. Christiane ha ricordato come Kubrick, di discendenza ebraica, dovette farsi un bicchiere di vodka prima di riuscire a incontrare Veit.

Jan Harlan aveva dichiarato in alcune interviste che Kubrick aveva avuto in effetti l'intenzione di girare un film sulla vita di Veit Harlan e l'incontro tra i due potrebbe essere avvenuto a questo scopo. Negli anni '70 Kubrick aveva intervistato anche la moglie del regista, Kristina Soderbaum, famosa attrice, alla ricerca di particolari sulla vita e l'industria cinematografica sotto il dominio Nazista.

Kubrick è stato attratto dalla Seconda Guerra Mondiale e in particolare dal Terzo Reich per tutta la sua vita. Fin dagli anni '50, durante i primi tentativi di affermarsi nello show business americano, aveva preparato sceneggiature su vari eventi del conflitto europeo (The Bridges at Remagen, The German Lieutenant, The Last Hundred Hours).

Nel 1991 Kubrick aveva trovato un romanzo adatto a fornire una base narrativa ai suoi interessi: iniziò così la preparazione di Aryan Papers, un film che doveva seguire le disavventure di una coppia di ebrei nella Polonia occupata dalle SS. Il progetto restò irrealizzato, anche se una lettera alla costumista Barbara Baum rivela un Kubrick disposto solo ad accantonare il film, non ad abbandonarlo definitivamente ("Non preoccuparti, vedrai che tutto il lavoro non sarà stato invano").

Veit Harlan sarebbe stato un soggetto perfetto per un film di Kubrick: come ricorda il figlio Thomas nel documentario, l'aspetto più oscuro del personaggio era la sua duplicità, essendo "colui che aveva affilato il coltello senza essere davvero un antisemita."

New film explores legacy of Hitler's top director, Dave Graham, The Washington Post 30.04.2009
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