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27 dicembre 2022

Come si diventa "Stanley Kubrick"

Perché pensiamo a Stanley Kubrick come fosse un tiranno megalomane? Cosa c'è di vero dietro alla sua immagine da regista onnisciente e onnipotente? 

Il terzo episodio della serie di lezioni sul cinema di Kubrick presenta il mio studio su quella che ho definito la Mitologia Kubrickiana, ossia l'insieme di dicerie, leggende, storie e storielle che circondano Stanley Kubrick e i suoi film. Perché sono nati questi aneddoti spesso bizzarri? Cosa nascondono in realtà? 

Nella prima parte della lezione critico la spiegazione tipica alla mitologia, che poi è quella che ne dava lo stesso Kubrick: i miti derivano dal fatto che lui parlava poco coi giornalisti così che loro si inventavano un sacco di assurdità. Io però non ne sono per niente convinto. 

Il video si apre con una chicca, in esclusiva per ArchivioKubrick: un estratto da un'intervista audio di Kubrick mai sentita prima. 


Nella seconda parte, ripercorro la nascita e lo sviluppo dell'immagine pubblica di Kubrick dagli anni '40, quando lavorava per la rivista fotografia Look, fino alla metà degli anni '80 quando, in occasione dell'uscita di Full Metal Jacket, si mise a combattere i miti uno per uno. 

La conclusione del mio studio è alquanto sorprendente – ma, in effetti, molto in linea col personaggio Kubrick. 


Che ne pensate? 

21 dicembre 2022

Il Kubrick sconosciuto: i progetti incompiuti

La seconda puntata di Cracking the Kube, la mia nuova serie di videolezioni sul cinema di Stanley Kubrick, è incentrata sui film pensati ma mai realizzati del regista. 

È divisa in due parti. Nella prima presento alcuni dei progetti sconosciuti che ho rintracciato grazie alle mie ricerche presso vari archivi e alle interviste che ho condotto negli ultimi anni; ho incluso nel video alcuni estratti audio dalle mie chiacchierate con James B. Harris, il socio di Kubrick negli anni '50 e '60, e con John le Carré, il romanziere inglese che ha discusso col regista due spy stories negli anni '80 e '90.

La seconda parte analizza questo corpus d'opere espanso di Kubrick, una filmografia immaginaria che passa dai 13 film realizzati a circa 60 progetti possibili, al fine di trovare l'ingrediente essenziale di ogni film di Kubrick – quell'elemento senza il quale il regista non riusciva a decidersi di fare un film. 

La serie continua sul canale YouTube di ArchivioKubrick: iscrivetevi e attivate le notifiche così da non perdere nessuna puntata. 

All'interno del sito trovate un'intera sezione dedicata ai progetti incompiuti di Kubrick, con interviste ai suoi collaboratori e approfondimenti sul Napoleon. Il mio saggio Waiting for a Miracle, con l'elenco esaustivo di tutti i 60 progetti, è disponibile sulla rivista Cinergie, in formato HTML o in PDF stampabile.

02 novembre 2022

Le mie lezioni accademiche ora online

Carissimi,

tralascio le scuse per la mancanza di aggiornamenti che, dopo oltre due anni di silenzio, sarebbero solo imbarazzanti. 

Passiamo subito alla novità: inizio oggi a pubblicare su YouTube una serie di video per presentare le mie ricerche sulla vita e i film di Kubrick. Si tratta di versioni aggiornate e ripensate per internet delle presentazioni che ho portato negli anni passati ad alcune conferenze che si sono tenute presso istituti di ricerca internazionali. 

Ho pensato fosse utile rendere disponibile a tutti il mio lavoro accademico: il pubblico agli incontri nelle università è sempre specialistico, e bene o male ridotto, mentre sono convinto che sia importante raggiungere più appassionati del cinema di Kubrick possibile, specialmente perché è in corso nientemeno che una rivoluzione negli studi sul regista. 

Il primo episodio, online adesso, racconta proprio questo cambiamento epocale in atto, offrendo un campione rappresentativo del lavoro che io e i miei colleghi ricercatori stiamo facendo grazie ai documenti d'epoca presenti soprattutto allo Stanley Kubrick Archive di Londra. L'episodio funziona come un'introduzione alle così dette Nuove Prospettive degli Studi su Kubrick e riassume le scoperte rivoluzionarie compiute negli ultimi anni. 

La serie si chiama Cracking the Kube, un gioco di parole sulla frase inglese che si usa per dire: risolvere il Cubo di Rubik. Le lezioni sono infatti in lingua inglese. Ma non temete: per chi non la capisse, ho sottotitolato i video in italiano. 

Per l'occasione, ho anche dato una rinfrescata alla presenza social di ArchivioKubrick, con un nuovo logo disegnato da Gianni Denaro e una nuova grafica coordinata. Sfortunatamente impiegherei troppo tempo per rifare la veste grafica anche al sito, che quindi resterà con questo bel sapore "alba dell'internet" (sono giusto vent'anni che l'ho fatta, capace tra un po' torna di moda.) La potete vedere sui profili Twitter e Facebook, e sul canale YouTube. 

Bando alle ciance, come si dice, e quindi via col primo episodio: e se vi dicessi che tutto quello che sapete su Stanley Kubrick è falso? 


I prossimi episodi usciranno con cadenza (circa) quindicinale. Iscrivetevi al canale YouTube di ArchivioKubrick così da non perderne neppure uno. Grazie dell'attenzione e fatemi sapere cosa ne pensate: l'obiettivo della serie è proprio stimolare la discussione su questa nuova idea di Kubrick che sta pian piano emergendo. Condividete i video coi vostri amici kubrickiani per sorprenderli e distruggere quanto più possibile la vecchia immagine di Kubrick. 

29 agosto 2020

Edizione tascabile di Stanley Kubrick e Me

L'edizione inglese di Stanley Kubrick e me è appena uscita in una nuova veste tascabile, arricchita di una prefazione scritta nientemeno che da Matthew Modine, il protagonista di Full Metal Jacket.
Modine ha anche messo in palio una copia autografata tra tutti coloro che ritwitteranno il suo messaggio entro il 3 settembre. 

La nuova edizione è solo in lingua inglese, distribuita in tutto il mondo da Arcade Publishing. Anche la relativa edizione digitale include da adesso la prefazione di Modine. 

Per l'occasione, ho aggiornato il book trailer realizzato da ZERO con una coda designed by Gianni Denaro e montata da Luca Deravignone. Sempre una buona scusa per rivederlo.

  

Grazie a tutti voi per l'attenzione, e passate parola ai vostri amici stranieri! 

16 agosto 2020

Numero di Linus dedicato a Kubrick

Il numero di agosto di Linus, attualmente nelle edicole, ha uno speciale di trentadue pagine dedicate a Stanley Kubrick, come si evince dalla copertina d'impatto realizzata da Alice Iuri. 

L'inserto si apre con un edioriale del direttore della rivista Igort, prosegue con un puntuale e appassionato contributo critico di Roy Menarini arricchito da illustrazioni di Marco Corona, un ricordo di Lorenzo Miglioli con illustrazioni di Tiziano Angri e un articolo sullo Stanley and Us firmato dai tre registi Mauro Di Flaviano, Federico Greco e Stefano Landini, il tutto inframmezzato da fumetti di Massimo Giacon, Paolo Bacilieri, Thomas Campi, Sergio Algozzino e Marino Neri, quest'ultimo il mio preferito. 

Il pezzo forte, se vogliamo, dello speciale sono cinque pagine con la traduzione in italiano di alcuni estratti dal libro Full Metal Jacket Diary di Matthew Modine, che qui offre in una inedita versione colorata a mano anche alcune delle fotografie che scattò sul set durante le riprese. 

Chiude lo speciale una controcopertina di Paolo Bacilieri e una réclame di Stefano Zattera. 

Vorrei, un po' a malincuore, spendere due parole sull'articolo firmato da Lorenzo Miglioli, che ricorda le sue chiacchierate con alcune persone che hanno avuto a che fare con Stanley Kubrick, da Marisa Berenson conosciuta sul set di Io Sono L'Amore di Luca Guadagnino, Vivian Kubrick incontrata a casa di amici a Los Angeles e Matthew Modine, protagonista di un documentario da lui prodotto, Full Metal Joker di Emiliano Montanari. Il cuore dell'articolo di Miglioli è un lungo racconto del tentativo del produttore Daniele Senatore nel convincere Stanley Kubrick a dirigere l'adattamento del libro di Patrick Süskind, Profumo. 

Miglioli racconta che Senatore ricevette una telefonata dal capo della Warner perché andasse in Svizzera a negoziare la vendita dei diritti di adattamento del romanzo direttamente con Süskind. Quando lo scrittore disse che l'unico modo per realizzare un film dal Profumo era di farlo dirigere da Kubrick, la Warner organizzò per Senatore un viaggio sul set di Shining, in lavorazione in quel periodo, in modo che il produttore convincesse Kubrick ad accettare. Miglioli include vari aneddoti dal racconto di Senatore, come Kubrick che si interessa alla possibilità di usare macchine in grado di creare un effetto odorama nelle sale cinematografiche, prima di chiudere con il rifiuto del regista, che dopo attenta valutazione si dice non interessato al progetto. 

Ora, la notizia che Kubrick si fosse interessato a Profumo è stata sconfessata talmente tante volte (da Jan Harlan, da Katharina Kubrick...) che non pensavo potesse più essere ritirata fuori. Citerò, mi si perdonerà, il mio saggio "Waiting for a Miracle" che include perfino una dichiarazione di Kubrick stesso che ho trovato nelle pagine della rivista Screen International del 1992: "contattato telefonicamente, Kubrick dichiara di non aver idea di come sia nata la fandonia e precisa di non aver ancora letto il libro." 

Non serviva comunque aver fatto chissà quale ricerca. Il romanzo fu pubblicato nel 1985, sette anni dopo la lavorazione di Shining. Senatore non poteva certo aver incontrato Kubrick nella Colorado Lounge per discutere del progetto. 

Miglioli chiude l'articolo ricordando la presenza di Emilio D'Alessandro alla Festa del Cinema di Roma quando fu presentato Full Metal Joker e Modine inaugurò la sua mostra di fotografie abbinate al FMJ Diary: "Emilio rimase con noi e Matthew per due giorni," scrive Miglioli, "e i racconti che sentii disegnarono la figura questo uomo leggendario." Siccome accompagnai io Emilio alla Mostra, posso garantire che la conversazione tra lui e Modine durò una quindicina di minuti, prima dell'arrivo dei giornalisti; più tardi andammo a vedere il documentario di Montanari ed Emilio disse due parole al pubblico, non ricordo se prima o dopo la proiezione. Qualche svelta e superficiale chiacchierata di gruppo seguì nel pomeriggio, prima che io ed Emilio ci appartassimo per un'intervista con Francesco Alò del Messaggero. Prima di cena, riaccompagnai Emilio a casa. Non ricordo una seconda giornata.

"La specie umana si racconta, non si definisce," scrive in chiusura Miglioli. Con un uomo quale Kubrick le leggende sono infinite e ramificate. Magari un pizzico di verità in più nei racconti non farebbe comunque male.

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