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07 ottobre 2010

I ricordi di Gwen Davis

Giusto ieri avevo scoperto Gwen Davis, scrittrice, romanziera e poetessa americana che non avevo mai sentito prima. La Davis ha scritto per Vanity Fair un memoriale per Tony Curtis in cui Stanley Kubrick gioca un ruolo da comparsa, ma gustoso. Ho fatto quindi un po' di ricerche sulla signora, oggi 74enne, e ho trovato il suo blog dove da qualche anno indulge al ricordo della sua vita hollywoodiana (senza che nessuno se la fili granché, verrebbe da aggiungere).

In un post interamente dedicato a Kubrick la Davis ricorda come si sono conosciuti, ci fornisce più dettagli sulla collaborazione poi subito interrotta per l'adattamento di Lolita e, in una serie di altri post, ci regala qualche altra comparsata di Kubrick nella sua vita – tutte col botto, per così dire. Vi riporto i due più significativi. Buona lettura.

Love's Uneaten Bread, Gwen Davis, Report from the front 15.09.2005

The Ghost of SuperBowls Past, Gwen Davis, Report from the front 15.02.2010

06 ottobre 2010

L'allieva di Stanley Kubrick, e il nano

In occasione della scomparsa di Tony Curtis lo scorso 29 settembre, Vanity Fair pubblica un lungo articolo-ricordo scritto da Gwen Davis, scrittrice, sceneggiatrice e poetessa americana (a me prima di oggi completamente sconosciuta).

Pare che la Davis sia stata parte attiva nella movida Hollywodiana degli anni '50, dove aveva conosciuto, tra un Dennis Hopper e una Kim Novak, anche il nostro beneamato, che nell'articolo la Davis definisce "mio intimo amico e mentore." Ah, però.

Kubrick l'aveva chiamata a una proiezione di prova per Spartacus e poi l'aveva invitata a cena con Tony Curtis e l'allora sua moglie Janet Leigh. Il racconto ci offre una serie di aneddoti divertenti e sconosciuti, conditi come da copione da un paio di sapide e incredibili battute di Kubrick.
Quando Antonino e Spartacus iniziano la lotta all'ultimo sangue verso la fine del film, ciascuno tentando di uccidere l'altro per risparmiargli l'agonia della crocifissione, Stanley si allungò verso di me e mi sussurrò "Bernie Schwartz (il vero nome di Tony) and Isadore Demsky (il vero nome di Kirk). Chi non si commuoverebbe?"

Io di sicuro. Adorai il film, e adorai Stanley e Christiane e, a partire dal giorno dopo, avrei adorato Tony e Janet. Andammo tutti insieme a cena, tranne Stanley che stava montando il film, eliminando il personaggio del nano perché dalle proiezioni di prova tutto il pubblico aveva veramente odiato il nano. C'erano diverse carte-suggerimento che insistevano "Tagliate il nano!" "Togliete di mezzo il nano!" E così Stanley stava facendo giusto questo. "La gente ha paura dei nani, li mettono in imbarazzo," mi aveva detto giustificando la passionalità che mostravano le carte-suggerimento. "E' perché hanno degli enormi genitali." Che questa rivelazione fosse vera o no, la accettai come un dato di fatto perché era stata detta da Stanley e nessuno, credevo, era più intelligente di lui.
Una volta che Spartacus era approdato nelle sale, Kubrick si era rimesso subito al lavoro su Lolita. Il cambio repentino di film permette alla Davis di regalarci due notizie mai sentite prima.
Quando tornai a Hollywood in missione segreta – lavorare non accreditata alla sceneggiatura di Lolita, cosa che avevo accettato di fare solo per la mia devozione verso Stanley – vidi di nuovo Tony e Janet. Avevo sfacciatamente disobbedito al divieto di Stanley di non chiamare nessuno dei miei amici per far sapere loro che fossi a Los Angeles. (Era ben più di un piccolo paranoico e pensava che se i miei amici avessero saputo che ero in città avrebbero scoperto cosa ero venuta a fare.) Ma siccome avevo conosciuto Tony e Janet proprio tramite lui, mi attribuii senza problemi una dispensa da quel divieto e semplicemente non dissi loro a cosa stavo lavorando.

Stanley voleva provare ad avere Janet nel ruolo della madre di Lolita, sottolineando così l'ironia della scelta di Humbert Humbert di andar dietro alla figlia. "Come potrebbe qualcuno stare di fronte a una donna così seducente, desiderabile e con quella favolosa scollatura e non volerci andare a letto?" mi chiese. "E invece preferirle la sua figlia ancora non sviluppata! Giusto uno con qualche problema..." E davvero, a quel tempo, non c'era nessuno nel mondo del cinema di così luminosamente sessuale quanto Janet Leigh. [...] Non ricordo per quale motivo Janet rifiutò il ruolo in Lolita. Per quanto mi riesce di ricordare, fu per via di Tony che sentiva, quel grande impresario che già all'epoca si considerava, che quel ruolo non era il passo appropriato per lei dopo il cammeo memorabile in Psycho. La versione cinematografica di Lolita avrebbe avuto un tono più morbido se ci fosse stata Janet al posto di Shelley Winters e dei suoi vestiti a poco prezzo. Shelley magari era un'attrice migliore, ma nessuno era più desiderabile di Janet.
Bene, come bottino per un articolo scritto su qualcun altro non è per niente male. Grazie Gwen.

Farewell, Tony Curtis, Gwen Davis, Vanity Fair 05.10.2010

02 ottobre 2010

L'idea di Stanley del paradiso

"L'idea di Stanley del paradiso era lavorare nel suo ufficio, con un occhio su sua moglie che dipingeva in giardino e l'altro sul SuperBowl alla TV. Quello che a Stanley piaceva era poter emergere dal suo ufficio, raggiungere la famiglia in cucina e poi tornare alla sua scrivania sommersa dei libri su cui stava lavorando, ciascuno riempito di note fino a scoppiare."

Questa bellissima immagine è tratta da un articolo di Peter Warren del luglio 1999 che ho letto solo oggi. Non era mai emerso dal mare di articoli che Christiane, Anya e Katharina avevano fatto scrivere ai vari giornali per tentare di ristabilire la loro verità su Stanley Kubrick contro tutti quegli articoli che "non erano solo inaccurati, ma lasciavano anche totalmente fuori la sua arte."


Kubrick family attack monster film director myth, Peter Warren, Sunday Express 11.07.1999

22 settembre 2010

Fear and Desire forse in DVD

Alla proiezione di Fear and Desire all'Egyptian Theatre di Los Angeles per la settimana kubrickiana dell'American Cinemateque, Caroline Frick Page, curatrice del reparto lungometraggi della George Eastman House, ha dichiarato che l'istituto ha in programma di restaurare e forse distribuire il film per l'home video.

"Credo che molto probabilmente la George Eastman House, forse con la partecipazione di un'altra organizzazione, si impegnerà in un grosso lavoro di restauro che sfocerà in un DVD di alta qualità," ha dichiarato la Page durante il dibattito con il pubblico a cui ha partecipato anche il regista Paul Mazursky che nel film interpreta uno dei protagonisti. La vera notizia è che "adesso è stato trovato il negativo. Non è necessariamente integro, ma c'è un negativo."

Page ha anche confermato che la copia proiettata la scorsa settimana a Los Angeles è l'unica copia conosciuta tuttora integra e fruibile: tuttavia, questo non è dovuto tanto all'ormai mitologico tentativo di ritiro e distruzione delle copie esistenti da parte di Kubrick quanto piuttosto al fatto che Fear and Desire è un film relativamente sconosciuto. "Stiamo parlando di un film degli anni '50, proiettato forse qualche volta negli anni '60 e '70, anni senza Internet... nessuno ne sapeva granché prima che Kubrick diventasse davvero 'Kubrick'."

Le altre copie realizzate e distribuite all'epoca è probabile siano andate distrutte o semplicemente perdute: d'altronde Fear and Desire era una distribuzione d'essai di Joseph Burstyn. La George Eastman House ha una copia solo perché ereditò l'intero catalogo Burstyn al momento del suo fallimento, e ci sono comunque voluti anni prima che perfino il loro personale esperto realizzasse il valore del film. La dice lunga, in effetti, che il negativo recentemente rinvenuto sia apparso in un laboratorio di sviluppo portoricano che aveva chiuso esercizio diversi anni fa.


Page si è detta ottimista sulla distribuzione del film per l'home video: "i restauri sono procedimenti molto costosi, ma considerato il titolo in questione credo che sarebbe davvero una buona idea metter su una partnership con qualche compagnia per vedere cosa si può ottenere da quel negativo."

A chi ha sollevato la questione del rispetto della volontà del regista, la Page ha detto che legalmente parlando la George Eastman House non è tenuta a farlo: "Kubrick non ha mai detenuto i diritti di Fear and Desire," ha puntualizzato, "i diritti legali sono dei figli del distributore che aveva possesso della copia del film." La Page ha comunque tenuto a precisare che gli sforzi per restaurare e distribuire in DVD il film saranno compiuti con tutta l'intenzione di rispettare il regista: "Trattandosi di Stanley Kubrick credo sia normale andarci coi piedi di piombo."

Stanley Kubrick’s ‘Fear and Desire’ to Finally Be Released on DVD?, Todd Gilchrist, The Wall Street Journal - Speekeasy 20.09.2010

13 settembre 2010

The ultimate trip

Alla proiezione di 2001: Odissea nello Spazio all'Egyptian Theatre di Los Angeles lo scorso venerdì, un tizio ha iniziato a sbraitare frasi senza senso dopo le scene del viaggio interspaziale, mentre Bowman si aggira nella stanza d'albergo: "It's time to sleep! Everybody get ready! Wait! Stanley Kubrick! God, noooo!"

Poi si è lanciato addosso agli altri spettatori, scuotendoli e perfino arrivando a strangolarne uno seduto dietro di lui. Un gruppo di persone ha tentato di immobilizzarlo cercando di evitare il peggio.

Quando uno spettatore ha detto "It's not the drugs, it's Stanley, guys!" è scoppiato l'applauso. Il tizio ha continuato a sbraitare "Look, look!" indicando lo schermo ormai bianco per la proiezione interrotta, finché non è stato trascinato fuori di peso.

The ultimate trip.

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