Ho finalmente avuto modo di dare un’occhiata all’edizione Criterion di Eyes Wide Shut, con il nuovo trasferimento da negativo e colorimetria supervisionata dal direttore della fotografia Larry Smith. Nella confezione ci sono tre dischi: il film in formato 4K UHD, il film in formato Blu-ray HD, e un disco di extra — alcuni nuovi, altri ereditati da precedenti edizioni.
Non posso valutare la resa dei colori nel 4K perché il mio lettore sul Mac non gestisce bene il formato. Mi baso quindi sul blu-ray standard, da cui derivano le capture qui presenti (che per le solite questioni di capture, schermi e compressioni varie risultano meno vivide che nel lettore – ma un'idea sui colori la danno.
Devo dire che l’ho trovato un bel trasferimento, con moltissima grana (pure troppa in certe inquadrature in interno) e colori molto vividi e saturi. Pur mantenendo il punto di uno dei miei post precedenti (ossia, non c’è una versione giusta o di riferimento per Eyes Wide Shut perché Kubrick è morto prima di occuparsi della gradazione del colore), questo trasferimento mi ha ricordato gli aspetti migliori della copia in pellicola recentemente vista a Udine con un sovrappiù di definizione e precisione.
Non ho neppure visto questo temuto tono verde-azzurro (in inglese teal) di cui si vocifera su internet. I bianchi sono bianchi, i riflessi dati dalle luci blu sono coerentemente blu o azzurri. Un’impressione di verde, se proprio bisogna andare a trovarla, c’è nelle scene diurne ma appunto l’ho percepita perché ero prevenuto e determinato a notarla — nulla che disturbi la visione, insomma. Al solito, internet si dimostra ormai un luogo perduto di polemiche e fanatici che sempre più raramente trova corrispondenza nella realtà dei fatti.
La differenza più marcata si ha con le precedenti edizioni video Warner — tutte quante, dalle VHS e i DVD del 2000 fino ai Blu-ray del 2011 in avanti — non solo per il ripristino della grana che era stata del tutto eliminata digitalmente da quei trasferimenti ma soprattutto per la correzione di quel tono color pesca onnipresente che scaldava l’intero film a tal punto che il bianco delle pareti era rosa. Includo in fondo due fotogrammi del Blu-ray Warner per rapido e illuminante confronto. (Sui colori la Warner non è nuova a pastrocchi, peraltro sempre al gusto pesca: la palla da tennis rosa di Shining resta a epitaffio.)
In conclusione direi che in questo trasferimento Criterion è tutto a posto: il film si presenta al suo meglio, in una versione non così lontana dalla pellicola come si diceva, senza particolari morsi del famigerato “teal monster” tanto alla moda e con una grana così evidente che mi ha ricordato i fotogrammi promozionali del film che furono distribuiti alle riviste nel 1999 (sono quelli stampati nel libro di Michel Ciment della Rizzoli). Un trasferimento non rivoluzionario, insomma, che più che altro corregge le brutte edizioni “glassa alla pesca” della Warner.










