Blog

24 gennaio 2014

L'antesignano di Emilio D'Alessandro

Riporto anche qui, condito con informazioni più precise su Kubrick, un post che ho scritto per il blog di "Stanley Kubrick e me" visto che è una simpatica curiosità.

Scartabellando tra i ritagli dei miei vecchi articoli, mi sono imbattuto in un reportage dal set del film Il Dr. Stranamore, in fase di ripresa agli Shepperton Studios fuori Londra. Stranamore rappresenta infatti un'eccezione del rapporto tra Kubrick e i media, essendo l'unico film in cui numerosi giornalisti da tutto il mondo, inclusa l'Italia, furono invitati a curiosare sul set per scrivere articoli sull'immaginaria War Room del Pentagono conditi da dichiarazioni degli attori e dello stesso Kubrick.

L'articolo di Film Daily per la rubrica "Along the Rialto with Phil Daly" esordisce in questo modo:
Avevamo cinque ore prima che il nostro volo per gli States partisse e ci domandavamo come avremmo fatto a mantenere l'impegno di visitare gli Shepperton Studios fuori la città di Londra tornando all'aeroporto in tempo... Nonostante il traffico labirintino che ci si parava davanti, capimmo di aver appena risolto i nostri problemi quando venne fuori che il nostro autista era un ex pilota automobilistico in grado non solo di schivare abilmente il traffico ma anche di superare i limiti di velocità senza farsi beccare dalla polizia.
Sono andato a controllare nella cronologia della vita di Emilio D'Alessandro e no, non si tratta di lui. Nel marzo 1963, quando l'articolo è stato pubblicato, Emilio lavorava al calzificio di Borehamwood e non aveva ancora iniziato ad interessarsi alle corse automobilistiche limitandosi a guidare la sua Ford Zephir blu notte.

L'infrazione del codice della strada avrebbe dovuto in effetti insospettirmi: Emilio ha superato solo una volta i limiti di velocità urbani, come ci racconta in questa "scena tagliata" dal libro, avvenuta nel 1970, poco prima dell'incontro con Kubrick.
La settimana dopo aver iniziato il lavoro con la Mac's Minicabs, Tony mi disse che un cliente aveva richiesto un passaggio dall'aeroporto privato di Elstree all'Hotel Europa in centro a Londra; quando arrivai sul posto vidi scendere dal piccolo Cessna Colin Chapman, il fondatore del Lotus Team, colui che per primo mi aveva incoraggiato a intraprendere la carriera di pilota automobilistico. Non lo avevo più visto dopo quella domenica di tre anni prima, ora avrei avuto modo di ringraziarlo. Lo vidi però correre verso la mia auto, lanciare la sua valigia nel portabagagli e salire prima che potessi aprir bocca. Senza perder tempo, tornai al posto di guida e misi in moto. Emozionato, lo osservavo dallo specchietto retrovisore mentre armeggiava con una piccola borsa da cui tirava fuori dei pantaloni e una giacca elegante. "La conosce la strada fino l'Hotel Europa?" domandò sempre senza guardarmi. Dovevamo attraversare mezza Londra, circa una ventina di chilometri, dalla periferia al centro città, superando incroci, code e semafori. "Potrebbe per favore spingere un po' di più sull'acceleratore?" mi disse la sua voce da dietro. Pensai per un attimo che in tutta la Greater London vigeva il limite di 30 miglia orarie ma realizzai immediatamente quanto un simile commento sarebbe stato un insulto a tutto ciò che Colin aveva fatto nella sua vita; schiacciai l'acceleratore e mi concentrai sulla strada. "Drive like a lighting, that's right!" esclamò ridendo forte. Arrivai a toccare le 70 miglia orarie, sfrecciando accanto a palazzi, auto posteggiate e passanti mentre Colin si annodava il papillon lungo Finchley Rd. "Wow, fantastico tempo," commentò uscendo dalla Zodiac e correndo verso l'ingresso dell'hotel; ma fece giusto due passi, si voltò e tornò indietro. Dal finestrino spuntò la sua faccia sorridente: "Ottima guida! La prossima volta chiederò di lei come autista." Mai complimento più grande.

10 gennaio 2014

Video intervista a Sue Lyon del 1962

Lo stesso utente che aveva caricato l'intervista a Malcolm McDowell del 1973 ha diffuso su YouTube un'intervista a Sue Lyon realizzata per una fonte olandese poco dopo l'uscita di Lolita: un'altra chicca per cinefili che riemerge dal passato.



Nonostante l'indubbio talento, , la protezione di Harris e Kubrick e l'intelligenza dimostrata in questa e in altre interviste, Sue Lyon non troverà una strada facile a Hollywood: il ruolo scandaloso interpretato segnerà la sua carriera irrimediabilmente. In questa intervista del 1987, Sue Lyon fa intuire l'impatto complicato del film e del circo mediatico sulla sua vita.

09 gennaio 2014

Video interviste d'epoca a Malcolm McDowell

E' stata pubblicata su YouTube un'intervista del 1973 a un giovanissimo Malcolm McDowell. A guardarla, nella sua rozzezza di montaggio, sembrerebbe una registrazione integrale realizzata per essere inserita in qualche trasmissione TV o speciale sul film.



Questo contributo mi ha fatto ricordare che anni fa avevo cercato di caricare su YouTube una trasmissione del 1972, ma la solita violazione del copyright sulle musiche aveva bloccato il tentativo. Ho caricato oggi il video su Vimeo, quindi buona visione anche per "An Examination of a Clockwork Orange" con Malcolm McDowell e Anthony Burgess.

27 novembre 2013

Baz Luhrmann chiamato per dirigere il Napoleon

Il sito Deadline pubblica in esclusiva la notizia che il regista Baz Luhrmann sarebbe in trattative con la HBO per dirigere una miniserie TV tratta dalle ricerche di Kubrick su Napoleone Bonaparte.

I tentativi per portare sullo schermo il Napoleon di Kubrick erano iniziati poco dopo la morte del regista nel 1999. Jan Harlan aveva dapprima contattato Ridley Scott e Ang Lee ma senza successo, restando sbigottito che i due avessero lasciato passare il malloppo di soldi:
"Ridley Scott sa che abbiamo il materiale e che l'abbiamo passato a Ang Lee," afferma Harlan. "La cosa sciocca fu che avevo messo Steven Spielberg e Ang Lee insieme al tavolino e nonostante dicessi 'Ehi, questa è una cosa vera' rispetto a Hulk loro presero e andarono a fare Hulk. Che posso farci?"
Dopo l'uscita del libro della Taschen nel 2006 il progetto aveva ripreso vita e nel 2011 era stato annunciato un documentario prodotto dalla Creative Differences, di cui ad oggi si sono perse le tracce.

Jan Harlan non aveva mollato la presa, tanto che lo scorso marzo Steven Spielberg aveva dichiarato in un'intervista francese che avrebbe prodotto una miniserie TV dal progetto. Durante l'estate c'erano anche state voci di location scouting nella costiera amalfitana. Oggi questo ennesimo tentativo pare concretizzarsi per la HBO (network che produce serie di tutto rispetto quali True Blood, Boardwalk Empire e Game of Thrones), con il regista di Il Grande Gatsby e Moulin Rouge! dietro la cinepresa.

Va ricordato che qualsiasi strombazzata faranno, sotto lo stendardo del "Steven Spielberg produce un film di Baz Luhrmann scritto da Stanley Kubrick", sarà solo marketing: i copioni di Kubrick sono sempre stati giudicati insoddisfacenti dal loro autore: come scrivevo a proposito di una lettera di Kubrick a Anthony Burgess chiamato a scrivere un libro-sinfonia su Napoleone come base per il film, dopo aver scritto di proprio pugno un trattamento e una sceneggiatura tra il 1969 e il 1971, nel 1972 Kubrick non era ancora soddisfatto dello script, sul quale poi non metterà più mano nei venticinque anni a venire. Sarà divertente ricordare a Jan Harlan le stesse sue interviste in cui, per difendersi dalle accuse di Frederic Raphael che gridava alla lesa maestà del copione di Eyes Wide Shut, affermava che gli script di Kubrick erano solo un canovaccio per stilare un piano di produzione e che non venivano mai seguiti durante le riprese. Tenetevele a mente quando diranno che Kubrick sarebbe andato fiero di questa miniserie.

Un paio di settimane fa era stato annunciato che Rupert Sanders, regista di Biancaneve e il Cacciatore, aveva firmato un contratto con la Warner Bros. per un biopic cinematografico sulla vita dell'imperatore corso. Il coinvolgimento della Warner aveva fatto pensare allo script di Kubrick, ma questo progetto cinematografico non ha in realtà nulla a che vedere con il nostro né con Jan Harlan, essendo infatti prodotto da Gianni Nunnari di 300 con uno script di Jeremy Doner, sceneggiatore di alcune puntate della serie The Killing, che è stato giudicato molto cruento con Napoleone ritratto "come un gangster alla Scarface".

C'è forse da sperare che questa (come dire) originale visione del personaggio batta sul tempo e affondi la corazzata Harlan-Spielberg-Luhrmann come già aveva fatto il Waterloo di Bondarchuk per il Napoleon (questo sì) di Kubrick?

18 novembre 2013

The Peter Sellers Story: le parti con Stanley Kubrick

The Peter Sellers Story è un documentario trasmesso dalla BBC nel 1995 che copre la vita del geniale attore attraverso i filmini casalinghi che Sellers stesso ha girato con le sue cineprese. Il documentario dura circa tre ore; per chi fosse interessato solo alle parti che riguardano Stanley Kubrick, ho caricato su Youtube il seguente estratto da 17 minuti.



Gli estratti coprono gli anni in cui Sellers, diventato famoso anche negli Stati Uniti, fu contattato da Stanley Kubrick per interpretare Clare Quilty nel film Lolita e successivamente per dar vita ai personaggi multipli in Il Dottor Stranamore.

Il produttore James B. Harris ricorda come contattarono Sellers e perché la produzione di Lolita fu spostata in Inghilterra. Kubrick è ritratto con Harris, sua moglie Christiane e alcuni membri del cast di Lolita mentre giocano a tennis nel giardino della villa di Peter Sellers. Assieme ad un brevissimo filmino girato dallo scrittore Terry Southern, e ai frammenti inclusi nel documentario A Life in Pictures, questi sono gli unici momenti in cui si può vedere Kubrick dal vivo fuori da un set cinematografico.

Alcuni amici e collaboratori di Sellers raccontano il suo rapporto con Kubrick e vengono letti estratti dalle interviste del regista in cui elogia l'attore. Una clip da una trasmissione televisiva americana vede Sellers raccontare come creò il folle Dr. Stranamore prendendo ispirazione dalla voce del fotografo Weegee (Arthur Fellig). Un nastro registrato da Sellers con la voce di Weegee viene riprodotto e si può ascoltare il fotografo parlare del suo soprannome e del suo lavoro.

Questa trasmissione-fiume, disponibile interamente sul canale Vimeo del regista Peter Lydon in tre parti, è stata rimontata in un documentario di 90 minuti intitolato The Peter Sellers Story: how he filmed it che include gli stessi estratti con Kubrick ed è facilmente reperibile su Amazon.uk.
© 2001-2011 ArchivioKubrick