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29 maggio 2024

Il mio punto di vista sulla censura a The Magic Eye

Ieri è uscito sulle pagine del quotidiano Il Giornale un mio articolo che ripercorre la curiosa storia dietro l'opposizione di Kubrick alla pubblicazione del primo libro mai dedicato al suo cinema, The Magic Eye di Neil Hornick – una storia di controllo kubrickiano che rivela le manovre del nostro per gestire la propria immagine imponente. The Magic Eye fu infatti bloccato per far strada a un altro libro di critica, Stanley Kubrick Directs, scritto da Alexander Walker, a cui Kubrick dette tutto il suo appoggio.  

The Magic Eye è stato finalmente pubblicato cinquanta anni dopo gli eventi grazie a un editore indipendente e dal mese scorso è disponibile negli Stati Uniti e in Inghilterra

Tra le mosse promozionali legate all'uscita, un articolo dell'Observer aveva ricevuto una discreta eco arrivando anche in Italia, prima in una versione tradotta per La Repubblica e successivamente, tramite un report dell'ADNKRONOS, anche su altre testate

La giornalista aveva intervistato Paul Cronin, editore responsabile della riesumazione del libro, Neil Hornick, l'autore del manoscritto, e me in qualità di esperto kubrickiano che aveva dipanato la matassa grazie alla consultazione delle carte di Hornick e degli archivi Walker

Dalla versione dell'Observer dell'articolo, e ancor più da quella italiana, giacché sia Repubblica che ADNKRONOS avevano tagliato completamente la parte relativa alla mia indagine, poteva sembrare che la decisione di Kubrick fosse stata motivata dal fatto che Hornick avesse prestato un'eccessiva attenzione ai difetti dei film a scapito dei loro pregi. 

Come ho scritto nel mio articolo, 

Sembrerebbe futile per un regista con alle spalle almeno un paio di capolavori conclamati perder tempo dietro alle opinioni di uno sconosciuto critico cinematografico. Si direbbe anche suscettibile, permaloso, e perfino insicuro quell'artista così tanto sensibile agli strali della critica. Ma non è di questo che tratta questa storia.

Ora potete sapere anche voi di cosa tratta davvero, e avere un'idea più completa della faccenda senza prestare necessariamente il fianco ai facili sensazionalismi, come invece sembra essere ormai lo stile obbligatorio di tutta la stampa, specie quella italiana. Sono convinto che si possa scrivere un articolo altrettanto interessante, ma sta a voi giudicare. 

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