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19 dicembre 2017

I progetti incompiuti di Kubrick

Sul numero speciale della rivista accademica Cinergie è appena stato pubblicato il mio saggio sui progetti incompiuti di Stanley Kubrick.

Una lista dei film non realizzati da Kubrick include facilmente Napoleon, il film sull'Olocausto Aryan Papers, e A.I. Artificial Intelligence, successivamente realizzato da Steven Spielberg. Alcuni altri film vengono menzionati piuttosto comunemente: I Due Volti della Vendetta, poi diretto da Marlon Brando, The German Lieutenant, sulle cui vicende avevo scritto un saggio qualche anno fa, e Segreto Ardente, adattamento del romanzo di Stefan Zweig. Tre ulteriori sceneggiature hanno ottenuto di recente una certa visibilità, dopo l'annuncio della loro possibile realizzazione in futuro: Lunatic at Large, The Down Slope, e God Fearing Man, notizie che chi segue queste pagine conosce piuttosto bene. Tuttavia, questi titoli costituiscono solo la punta dell'iceberg di tutti i progetti che Kubrick ha tentato invano di portare sullo schermo.

Grazie a interviste che ho condotto con James B. Harris, il socio produttore di Kubrick negli anni '50 e '60, Jan Harlan, il suo produtore esecutivo dal 1970 e Tony Frewin, il suo assistente dal 1979, e consultando diversi archivi storici incluso lo Stanley Kubrick Archive a Londra, sono riuscito a compilare la più estesa lista di film incompiuti da Stanley Kubrick, che ammonta a cinquantacinque distinti progetti.

Uno studio del cinema di Kubrick che comprenda anche i suoi tentativi abortiti ci permette di comprender meglio i suoi gusti letterario-cinematografici, il suo metodo di lavoro nelle fasi di ricerca per un nuovo progetto e quali siano gli ingredienti necessari alla realizzazione di un film secondo il metodo Stanley Kubrick.

Il mio saggio "Waiting for a miracle: a survey of Stanley Kubrick’s unrealized projects" è disponibile online sul sito di Cinergie, come parte del numero speciale che raccoglie i contributi presentati alla conferenza "Stanley Kubrick: A Retrospective" tenutasi all'Università di Leicester, in Inghilterra, nel 2016. Sono particolarmente orgoglioso di presentare questa mia lunga ricerca insieme a una collezione di saggi kubrickiani così interessanti scritti da validissimi studiosi.

Buona lettura a tutti. (Il saggio è disponibile anche in PDF per chi volesse stamparlo e leggerlo più agevolmente.)


PS: Sì, c'è voluto questo per farmi tornare ad aggiornare il blog. Mi scuso con tutti i visitatori per il disservizio ma, anche a causa di ricerche di questo tipo, ho sempre meno tempo per scrivere su queste pagine. Per chi volesse continuare a leggere saggi kubrickiani, segnalo un altro numero speciale di un'altra rivista accademica, Screening the Past, pubblicato lo scorso ottobre. Anche lì è presente un mio saggio, "Writing and Rewriting Kubrick", sulla mia esperienza nello scrivere Stanley Kubrick e me, l'ennesimo memoir kubrickiano.

4 commenti:

Luca Saiani ha detto...

Fa sempre piacere constatare che, sapendo cercare, si riesce a trovare ancora del materiale interessante e "inedito" sul nostro affezionatissimo: spulciare tutto l'archivio alla ricerca anche dei più piccoli cenni deve essere stato un lavorone.

Mi domandavo se l'intervista a Harris ti possa aver dato qualche spunto per nuovi studi sulla prima parte di carriera di Kubrick.

ps: ho trovato un typo: credo che "It is worth nothing that" dovesse essere "it is worth noting that"

Grazie,

Luca

nessuno2001 ha detto...

Grazie a te Luca, per aver letto il saggio, per i complimenti, e per il refuso (che occhio! O che orecchio). Le interviste a Harris erano mirate soprattutto a verificare le informazioni che avevo trovato sui vari progetti e ad approfondire questo argomento in modo esaustivo, però ovviamente Harris mi ha dato materiale in più – oltre che molto disponibile, è un ottimo conversationalist – che utilizzerò in altri progetti a cui sto lavorando attualmente (e che spero non restino incompiuti ;) Grazie di nuovo e a presto!

Raffaele Greco ha detto...

Buongiorno Filippo,
del tuo saggio è disponibile una versione in italiano ?
Grazie per il tuo preziosissimo lavoro di ricerca
Raffaele Greco

nessuno2001 ha detto...

Ciao Raffaele, grazie per l'interesse! Purtroppo non c'è ancora una traduzione italiana: ho scritto l'articolo direttamente in inglese per la rivista e, nonostante abbia pensato di tradurlo (me l'hanno chiesto in diversi) al momento non ho tempo per farlo. Se le cose cambiassero, ovviamente vi terrò aggiornati su queste pagine. Grazie ancora e a presto!

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